D- Maurizio Puglisi, cosa l’ha spinta ad aderire al progetto della nuova US Agropoli?

R- La decisione parte dal tentativo di coinvolgimento nei miei riguardi da parte dell’ex sindaco di Agropoli Franco Alfieri e del direttore generale Franco Di Biasi che conoscono la mia passione per il calcio dai tempi in cui ero a Vallo della Lucania con la Gelbison. Già lo scorso anno ero qui ad Agropoli dando il mio contributo con una piccola sponsorizzazione. Di seguito valutando la situazione con il presidente Cerruti ho aderito con entusiasmo al progetto in una piazza importante anche dal punto di vista calcistico.

D-La sua priorità non riguarda solo la prima squadra, si parla di costruire un settore giovanile importante.

R- Naturalmente ciò per noi è essenziale, ma ci vuole un lungo lavoro di programmazione con una struttura societaria di rilievo. Puntare tutto sulla prima squadra non può rendere i risultati sperati e di conseguenza sviluppare un settore giovanile di livello può saldare il legame tra la società ed il territorio. Ritengo che il calcio proprio per questo debba rappresentare anche un valore sociale utile a tutta la comunità. Una piazza come quella di Agropoli va organizzata in maniera seria e concreta, quindi l’obiettivo è di investire prima sul settore giovanile con il coinvolgimento anche delle famiglie e poi pensare alla prima squadra che può fungere da traino per l’obiettivo. La volontà è quella di dare ai giovani cilentani la possibilità di formarsi anche a breve distanza per poter essere inseriti nel calcio che conta.

D- Partendo dall’Eccellenza qual’è l’obiettivo dell’Agropoli quest’anno?

R- Si parte da zero, dato che dal punto di vista organizzativo è tutto da rifare. Ciò però può essere visto in modo positivo perchè quando inizi da capo riesci anche ad impostare le cose in maniera diversa. Il nostro progetto tuttavia è importante. Cerruti è una persona che ha dato tantissimo in questa piazza, magari in passato è stato mal consigliato anche dal punto di vista economico, rimettendoci anche. Ma una società riequilibrata diversamente, con un budget giusto e stabilizzato per la categoria, parte con l’obiettivo di mettere in campo una squadra che rispetti il blasone della città ed il bilancio, dato che non è detto che più spendi più vinci (l’Agropoli ne ha pagato lo scotto in passato) sviluppando la sinergia con il settore giovanile. La grossa collaborazione con Fabiani e la Salernitana ci consente di avere una visione a lungo termine. Il nostro impegno principale è quello di strutturare bene la società per dare continuità al progetto e metterci in condizione di aspirare in breve periodo a campionati più importanti.

D- L’organizzazione è dunque al primo posto?

R- Si. Ad esempio a Vallo io avevo impostato una società anche più aperta, dato che era un’associazione e non una società privata. Bisogna allargare la compagine societaria e farla funzionare come una vera e propria associazione, con un direttivo allargato ed avvicinare più persone in maniera attiva. Agropoli è riuscita a fare ciò che ho fatto a Vallo, ad esempio nel basket, che almeno fino all’anno scorso era un progetto validissimo che ha portato al coinvolgimento popolare ed a migliorare l’immagine della città rendendo possibile arrivare a mete insperate.

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